Impronte digitali

Un minuto di silenzio

Pubblicato da elisaspadaro su Ottobre 10, 2009

messina

Irrompo con queste parole oggi, perché mi è impossibile non parlarne. Perché oggi è un giorno di dolore per me, per i miei cari, e la mia città. Lo è per tutti noi. Alle 10.30 di oggi infatti, nel Duomo di Messina, si sono svolti i funerali solenni di 21 delle 28 vittime dell’alluvione, che il 1 Ottobre scorso ha colpito la zona Sud della città, specialmente i paesi di Giampilieri, Briga e Scaletta Zanclea. Per chiarire, 28 sono solo i corpi rinvenuti dal fango che ha sepolto abitazioni, negozi e ha invaso  strade. Il resto dei dispersi farebbe arrivare la lista a 35. Come sia potuto accadere è fin troppo semplice da spiegare. La pioggia insistente e il vento hanno provocato allagamenti e le montagne che circondavano quei paesi non ci hanno messo molto a spaccare le deboli protezioni che il comune di Messina aveva fatto mettere, e sono franate. Le colate di fango hanno contribuito a spazzare via le case e a rigettare persone e vetture in mare, dove alcuni cadaveri sono stati rinvenuti. Si è presto capito che molte delle persone che si cercavano non sarebbero state trovate vive, e solo tanto sconforto per i 400 e più sfollati, rimasti senza casa. L’accesso a quelle zone è rimasto proibito per alcune ore, così come l’autostrada Messina-Catania.
Era già successo in passato, almeno altre tre volte negli ultimi 10 anni, ma nessuno aveva fatto molto. Il comune aveva dato anche l’ok a molti progettisti per continuare a costruire case in quelle zone poche sicure, quelle case che adesso si dice fossero abusive, illegali, per puntare il dito contro coloro che sono stati affogati dal fango, piuttosto che contro se stessi.  Dicevo è fin troppo semplice da spiegare, perché l’Italia è il paese della prevedibilità. A quanto pare però noi italiani siamo gli unici a non accorgersene in tempo. A quante pare devono continuare a farne spesa i cittadini. La cosa che mi fa più rabbia è che quelle persone che hanno avuto salva la vita, non hanno ricevuto pasti caldi, acqua, accoglienza. Non ci sono state campagne di solidarietà per loro, e per i loro defunti. Solo i campi di calcio di squadre siciliane hanno osservato il minuto di silenzio quella domenica e il lutto nazionale è stato proclamato solo mercoledì. Mi chiedo se esistano morti di serie B, ma non credo sia possibile. I morti sono morti e purtroppo continueranno ad essercene ancora per molto se si ignoreranno le gravità di un territorio fragile come il nostro.  Non volevo e non voglio fare politica oggi. Oggi voglio solo unirmi ai miei concittadini e vorrei tanto invitarvi a farlo con me. A pensare per un attimo a ciò che è stato e alle persone che anche per salvare qualcuno oggi non ci sono più, sono dentro quelle bare e sotto quel fango ormai indurito. 

Una Risposta a “Un minuto di silenzio”

  1. paolo liguori detto

    Brava Elisa. Hai usato ben lo spazio. Complimenti. Sul contenuto si può discutere, perchè quelle case costruite così non sono sempre e soltanto colpa di ” altri”. Non esistono solo le autorità, ma anche le responsabilità personali. Paolo

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